"C’era un paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti."
"Nel finanziarsi per via illecita, ogni centro di potere non era sfiorato da alcun senso di colpa, perché per la propria morale interna ciò che era fatto nell’interesse del gruppo era lecito; anzi, benemerito: in quanto ogni gruppo identificava il proprio potere col bene comune; l’illegalità formale quindi non escludeva una superiore legalità sostanziale."
"Il paese aveva nello stesso tempo anche un dispendioso bilancio ufficiale alimentato dalle imposte su ogni attività lecita, e finanziava lecitamente tutti coloro che lecitamente o illecitamente riuscivano a farsi finanziare."
"Di tanto in tanto, quando meno ce lo si aspettava, un tribunale decideva d’applicare le leggi, provocando piccoli terremoti in qualche centro di potere e anche arresti di persone che avevano avuto fino a allora le loro ragioni per considerarsi impunibili."
"Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti."
"Erano costoro onesti non per qualche speciale ragione (non potevano richiamarsi a grandi principi, né patriottici né sociali né religiosi, che non avevano più corso), erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso."
( “Apologo sull'onestà nel paese dei corrotti” Repubblica, 15 marzo 1980 ).
Già trent'anni fa Italo Calvino faceva un'attenta analisi della situazione del nostro paese. In questi anni nulla è cambiato, di tanto in tanto qualche piccolo terremoto scuote il mondo della politica, ben "ammanigliato" con il potere finanziario.
Ma anche tutto il chiasso che si fa intorno ad alcuni eventi, è architettato per distogliere l'attenzione da problematiche più grandi, così si sacrifica qualche testa.
Il vero scandalo, sono le dichiarazioni di Renzi, dal quale non mi sento affatto rappresentata, che sono vere e proprie sbruffonate e prese in giro: cercano di abbindolarci con la promessa di posti di lavoro fantasma.Lo scandalo
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