lunedì 4 aprile 2016

Lo scandalo

"C’era un paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti."
 "Nel finanziarsi per via illecita, ogni centro di potere non era sfiorato da alcun senso di colpa, perché per la propria morale interna ciò che era fatto nell’interesse del gruppo era lecito; anzi, benemerito: in quanto ogni gruppo identificava il proprio potere col bene comune; l’illegalità formale quindi non escludeva una superiore legalità sostanziale."
"Il paese aveva nello stesso tempo anche un dispendioso bilancio ufficiale alimentato dalle imposte su ogni attività lecita, e finanziava lecitamente tutti coloro che lecitamente o illecitamente riuscivano a farsi finanziare."
"Di tanto in tanto, quando meno ce lo si aspettava, un tribunale decideva d’applicare le leggi, provocando piccoli terremoti in qualche centro di potere e anche arresti di persone che avevano avuto fino a allora le loro ragioni per considerarsi impunibili."
"Avrebbero potuto dunque dirsi  unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti."
"Erano costoro onesti non per qualche speciale ragione (non potevano richiamarsi a grandi principi, né patriottici né sociali né religiosi, che non avevano più corso), erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso."
( “Apologo sull'onestà nel paese dei corrotti” Repubblica, 15 marzo 1980 ).

Già trent'anni fa Italo Calvino faceva un'attenta analisi della situazione del nostro paese. In questi anni nulla è cambiato, di tanto in tanto qualche piccolo terremoto scuote il mondo della politica, ben "ammanigliato" con il potere finanziario.
Ma anche tutto il chiasso che si fa intorno ad alcuni eventi, è architettato per distogliere l'attenzione da problematiche più grandi, così si sacrifica qualche testa.
Il vero scandalo, sono le dichiarazioni di Renzi, dal quale non mi sento affatto rappresentata, che sono vere e proprie sbruffonate e prese in giro: cercano di abbindolarci con la promessa di posti di lavoro fantasma.Lo scandalo

domenica 3 aprile 2016

Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo




In occasione della Giornata mondiale promossa dall’Onu, esce in libreria un testo dedicato ai genitori con un figlio con un disturbo dello spettro autistico. Si chiama «Nostro figlio è autistico» (Edizioni Erickson), scritto dal professor Stefano Vicari, direttore della Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, e si pone l’obiettivo di rispondere in modo preciso ed efficace alle mille domande che una madre o un padre generalmente si pongono, suggerendo anche i percorsi migliori di cura. Inoltre, il professor Vicari fornisce una lista di dieci falsi miti sull’autismo, che è sempre meglio ricordare. 
 
I DIECI FALSI MITI SULL’AUTISMO  
1. L’autismo in un bambino è determinato dallo scarso affetto dei genitori

2. L’autismo è causato dall’accumulo di materiali pesanti, come il mercurio (vedi la storia dell’autismo causato dai vaccini, ndr)

3. Con un intervento psicoanalitico si può curare il bambino autistico

4. Ai bambini con autismo servono solo interventi medici

5. L’autismo passa con la crescita

6. Nessuna terapia è veramente utile: in pratica, non c’è nulla da fare

7. L’autismo è un disturbo molto raro

8. Un bambino autistico è, in realtà, un genio

9. Se il bambino parla, non può essere autistico

10. Per aiutare un bambino autistico basta l’amore

Io  credo che non ci siano ricette magiche, ma che ogni bambino ha una sua storia e che gli interventi debbano essere personalizzati.
Ogni intervento educativo deve essere frutto di forze sinergiche che abbiano come unico obiettivo fare il bene del bambino.